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VILMA SOLIMANO

VILMA SOLIMANO

di anni 95
26/05/1930 Iquique (Cile)
12/12/2025 Genova (GE)
16 Pensieri presenti

RINGRAZIAMENTI

I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno alla cerimonia funebre
e tutti coloro che scriveranno con affetto un Pensiero di Ricordo.

CELEBRAZIONE DEL SANTO ROSARIO

Data: 14/12/2025

Ora: 17:00

Luogo: CAPPELLA ISTITUTO OPERA PIA CAUSA

Genova (GE)

Indirizzo: VIA ALL'OPERA PIA 9

CELEBRAZIONE DEL FUNERALE

Data: 15/12/2025

Ora: 11:45

Luogo: CHIESA DI SANT'ANNA

Genova (GE)

Indirizzo: PIAZZA SANT'ANNA 8

Pensieri di Ricordo (16)

Genova, 25/12/2025 ore 19:18
Cara Vilma quanto tempo abbiamo passato insieme a Genova e a Sestri,quanti bagni e quante passeggiate e quanti giorni pieni di allegria e gioia . E anche le passeggiate in montagna con noi erano bellissime e non le dimenticherò mai. Poi siamo andati a vivere sempre a Torriglia d ti ho invitato sperando che ci saresti venuta a trovare e avremmo fatto ancora tante passeggiate insieme. Ma i miei cani ormai numerosi ti facevano paura e cosi ci sentivamo solo per telefono con mio grande dispiacere e penso anche tuo. Ci sentivamo per telefono ma ci vedevano poco ahime. Ma non ti ho mai dimenticato e ti ringrazio del tuo conforto quando la mia mamma è stata tanto malata. Un grande abbraccio cara Vilma con tutto il cuore
Anna
Genova, 20/12/2025 ore 00:10
Una piccola onda se ne andava felice per il mare: era contenta, allegra, si sentiva frizzante e potente, si abbandonava al gioco della corrente, si lasciava increspare dal vento. Era proprio felice di essere un’onda. Ad un certo punto vide però, laggiù in lontananza, la scogliera e poi la spiaggia e si accorse che le altre onde, quelle che erano andate avanti, lì si infrangevano e di loro non rimaneva più nulla. Cominciò a sentirsi triste: se avesse potuto sarebbe tornata indietro, nel mare profondo, da dove non si vede terra; oppure avrebbe voluto fermarsi là dove si trovava, frenare pur di non andare avanti… Un’onda più grande le passò vicino e le chiese: “Che ti succede? Come mai sei tanto triste?”, e la piccola onda le rispose: “Ma non vedi che fine faremo? Anche tu che sei un’onda così grossa sei destinata a romperti laggiù”. Sorrise la grande onda e disse: “Tu non sei onda, sei oceano!”
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Genova, 20/12/2025 ore 00:02
Cara Nonna, esito a trovare le parole, mi affollano la mente tanti ricordi. Di quando ero bambina, tu eri la nonna Lima e sul molo di Sestri Levante mangiavamo patate fritte e ketchup e mi raccontavi di Ulisse nella grotta di Polifemo. Di quando ero adolescente, tu mi cucinavi un pacco intero di pansoti Novella, l’hamburger alla Bismark, il crème caramel, e si doveva mangiare tutto, non avendo io gran voce in capitolo. Dopo pranzo, ripetendoti le declinazioni di Greco mi addormentavo sempre, e tu ti stupivi! Di uno dei tuoi ultimi compleanni, sedute su un muretto in riva al mare a Quinto insieme a tutta la famiglia, a goderci il sole primaverile: tu ci raccomandavi sempre di non lavorare troppo, ma, soprattutto, di divertirci ed essere felici. Certo per te, così vulcanica e volitiva, invecchiare è stata una battaglia faticosa. Ma, quando ti lasciavi cullare da questi ricordi felici, mi sembravi più serena: così ho voluto raccontarne qualcuno anche oggi. Spero che tu possa bearti nell’immenso affetto che mi hai sempre dedicato e che oggi vorrei restituirti almeno un po’.
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Genova, 19/12/2025 ore 23:53
Cara Nonna, esito a trovare le parole, mi affollano la mente tanti ricordi. Di quando ero bambina, tu eri la nonna Lima e sul molo di Sestri Levante mangiavamo patate fritte e ketchup e mi raccontavi di Ulisse nella grotta di Polifemo. Di quando ero adolescente, tu mi cucinavi un pacco intero di pansoti Novella, l’hamburger alla Bismark, il crème caramel, e si doveva mangiare tutto, non avendo io gran voce in capitolo. Dopo pranzo, ripetendoti le declinazioni di Greco mi addormentavo sempre, e tu ti stupivi! Di uno dei tuoi ultimi compleanni, sedute su un muretto in riva al mare a Quinto insieme a tutta la famiglia, a goderci il sole primaverile: tu ci raccomandavi sempre di non lavorare troppo, ma, soprattutto, di divertirci ed essere felici. Certo per te, così vulcanica e volitiva, invecchiare è stata una battaglia faticosa. Ma, quando ti lasciavi cullare da questi ricordi felici, mi sembravi più serena: così ho voluto raccontarne qualcuno anche oggi. Spero che tu possa bearti nell’immenso affetto che mi hai sempre dedicato e che oggi vorrei restituirti almeno un po’.
Margherita
Genova, 19/12/2025 ore 23:52
Per la Nonna Vilma ogni pranzo di Natale era il migliore che avesse mai mangiato, ogni momento bello il più felice, ogni difficoltà una tremenda catastrofe, senza mezzi termini. Signore, aiutaci a serbare nel cuore questa vitalità dirompente e dona a lei un riposo sereno
Margherita e Michele
Genova, 19/12/2025 ore 23:51
L’ultima frase intellegibile che ho sentito da Vilma, mercoledì sera, è stata “ho messo tutto a posto”. Non so a che cosa si stesse riferendo: probabilmente, visto che era una persona concreta e che teneva tanto ai suoi vestiti, stava sognando di mettere a posto i maglioni nell’armadio, o qualcosa del genere; oppure invece stava pensando alla sua vita, alle persone incontrate, a tutti quelli a cui ha voluto bene? Ma forse non ha importanza quello che stesse pensando in quel momento. Ciò che importa non sono i pensieri, ma è il cuore. Addormentarsi con questo stato d’animo rappacificante, di avere messo tutto a posto. Questa non è una Grazia da poco. Vai in pace Vilma, perché qui hai messo tutto a posto.
Olga
Genova, 15/12/2025, 19/12/2025 ore 23:46
Genova, 14 Dicembre Io parto da lontano. La mamma della Vilma, Gilda, quella che Leopoldo ed io chiamavamo Nonna Nia, era venuta a casa nostra, quando leopoldo ed io eravamo universitari e la vilma doveva stare fuori per qualche giorno, in viaggio con le amiche di sempre. La nonna Nia, un po in avanti con gli anni , ci aveva preparato la colazione, e per impressionarci e probabilmente ricordando quando eravamo bambini ci aveva aggiunto dal barattolo che pensava giusto la polvere bianca: era sale al posto di zucchero, e mi ricordo che contemporaneamente leopoldo ed io, assaggiandolo ed inghiottendolo, le avevamo detto che era sale…. La sua risposta era stata una risata che era durata molti secondi, e non c’era verso che venisse fuori un filo di disperazione per il suo atto: la sua risata e gli occhi che ridevano io ce l’ho ancora ben stampata nella mia memoria. In questo solco, la Vilma era cresciuta con una madre che la adorava e che faceva il tifo per Lei: per la sua gioia di vivere, per la sua convivialità, per il suo amore per le attività all’aperto, le camminate e le sciate in montagna. Ugualmente la Vilma, con noi figli a Sestri i levante e poi con gli altri cuccioli ( Marghe, Giacomo e Michi) era in azione al 100%: veniva da pensare che il bello che lei aveva sperimentato, nella natura, nelle relazioni, insomma la sua arte di vivere, dovesse essere trasmesso con generosità. In Vilma c’era anche il marchio e l’eredita dell’altro nostro nonno, l’Abuelito Juan, padre di Vilma: più severo della Gilda, e quindi piu temuto dalla Vilma: per permettersi le vacanze, i viaggi , le gite, il nonno le diceva di dare lezioni,di guadagnarsi queste cose, di essere responsabile: la Vilma era disperata inoltre perche le sere di primavera e d’estate , che chiamano ragazze e ragazzi a stare insieme, l’orario del calar del sole significa essere a casa. E quindi gaiezza, gioia di vivere, e senso di responsabilità è rimasta la sua cifra: la passione per i viaggi, la curiosità per i nuovi posti da sperimentare, le amicizie coltivate e mantenute negli anni ( con la Marippi, laCarla, la Grazia, la Paola, la Toia); ma anche la responsabilità di esserci per amici ed amiche in difficoltà ; il suo esserci per noi è stato incondizionato, anche quando il vento della vita le ha proposto di tenere da sola le redini dei suoi due figli adolescenti. Ed a questa diversa fase di vita familiare, noi in tre, non si è sottratta: faceva il tifo per noi, non considerava minimamente di “ricostruirsi” una sua stabilità di nuova coppia. Era come s i suoi sposi fossimo Leopoldo ed Io; Le sue gioie niente affatto trattenute, le ricompense per questa sua scelta erano quando Leopoldo la faceva giocare a tennis, o quando si andava con me o con Leopoldo andava a fare jogging al Peralto: un’ora al Peralto, e poi a casa dove ci aspettava la svizzera con la sottiletta sopra o l’arrosto al sale. Gli ultimi anni, non gli ultimi 2-3 anni, ma gli ultimi 10-15 anni, la vita le ha girato le spalle tanto forte nelle cose a lei piu care: non poteva piu ringraziare il mondo percorrendolo,doveva convivere quotidianamente con dolori severi, era lontana da sue amiche e suoi amici di una vita, dovere dipendere ogni giorno e sempre piu dagli altri. Pur con tutte le difficoltà: fino agli ultimi giorni se un raggio di vita che arrivava dall’esterno affiorava tra le crepe della sua enorme fatica di vivere , lei ci credeva per quel minuto al 100%. E cosi custodiva e faceva il tifo, come sua Nonna Nia con Lei , per Margherita e Michele, che erano coraggiosi ed independenti: si impegnavano, vivevano lontano da Genova ( per lei questo significava poveri ragazzi, è tremendo stare fuori ) ed erano diventati i suoi eroi: diceva che i suoi giorni, sdraiata sul letto, si reimpivano nel pensare a loro, a ricordarli piccoli a passeggio con Lei ( a piedi da casa in Viale Odino fino al Peralto prendendo la salita di san bernardino), in pianto ( i bimbi) perche non ce la facevano piu ( e lei a ridere di quei pianti); aveva salutato l’arrivo di Camilla come la ragazza giusta vicino a Michele,perche le piaceva girare il mondo come a Lei era piaciuto, parlava spagnolo, aveva gli occhi che ridono: insomma percepiva l’affetto di una nuova nipote; diceva che Leopoldo ed Io eravamo fortunati ad avere incontrato Giovanna e Olga; sentiva che Ludovica di cui Leopoldo le parlava, e Giovanni e Renato raccontati da Giovanna erano un regalo anche per Lei; e ringraziava immensamente Giannina e Francesca: apprezzava chi le insegnava e proponeva di scoprire la ricchezza delle parole, l’umanità di alcune parole nascoste nelle loro radici ( ed in questo c’era lo zampino di Giannina), sentiva l’affetto e la preoccupazione sincera che la sua figlioccia Francesca aveva nei suoi confronti, e vedeva in Simona di nuovo la lottatrice delle tappe giovanili della vita come un tempo era successo ai suoi figli piccoli, ed ai suoi nipoti piccoli; Simona che saltava e volava per la sua squadra di pallavolo, Simona che non tradiva le responsabilita della scuola, Simona che sciava veloce con il suo papà; e ricordava suo fratello Arnaldo che a sua volta aveva avuto il suo cammino ostile nella vita , ma di nuovo come Lei si era armato, era andato alla guerra, aveva affinato i suoi talenti; Arnaldo scriveva a Lei ed a Giannina di posti della loro infanzia, di ricordi lontani, e Vilma allora ci voleva spiegare bene i dettagli di quanto Arnaldo confezionava per loro. E la Vilma in questi ultimi anni raccontava e rievocava, con noi e con tutti quelli che le erano intorno; e si metteva in ascolto e sembrava fosse con noi quando con Olga le raccontavamo dei monti saliti e dei posti che sceglievamo per passare l’estate; come direbbe Guccini nella chiusa del Vecchio ed il Bambino: mi piaccion le storie, raccontane un’altra.
Giorgio
Genova , 17/12/2025 ore 13:12
Cara Vilma, mi rivolgo a te così e non chiamandoti mamma, perché fino all’ultimo è il modo con cui ti abbiamo chiamata in famiglia e con gli amici. È enorme il vuoto che mi lasci con la tua dipartita e non posso che ringraziarti per tutto quanto hai fatto negli anni: hai da subito messo in secondo piano la tua carriera lavorativa, sebbene avessi fatto studi universitari eccezionali che ti avrebbero aperto le porte della medicina anche per la carica umana e di simpatia che ti era connaturale. Così ti sei piegata ad un ruolo di accudimento di noi figli e ci hai fatto vivere come dei privilegiati fino agli anni del ginnasio. Quando eravamo più grandi e le tue colleghe nel frattempo avevano raggiunto posizioni importanti non hai potuto avere ripensamenti sulla tua carriera, perché dopo la scomparsa del Gianni ti ha imposto ruoli poco gratificanti come quello di medico fiscale, costretta a girare per le alture di Genova per verificare lo stato di effettiva malattia dei dipendenti pubblici. Non ti ho riconosciuto niente per questo lavoro che svolgevi tuo malgrado e che non valorizzava la tua preparazione e le tue capacità, preoccupata soltanto che ai tuoi figli non mancasse niente per gli studi sia a Genova che all’estero. Ricordo anche che quando ho iniziato a lavorare ti preoccupavi di far sì che tutto girasse al meglio e ascoltavi le mie vicissitudini lavorative, che ti raccontavo andando contro gli inviti dello zio Arnaldo che mi suggeriva, per il tuo bene, di non coinvolgerti in quel tipo di preoccupazioni. Grazie dunque per avermi assecondato anche quando avrei dovuto tenere per me i miei problemi. In ultimo mi hai dato un’enorme prova di affetto la sera del 9 dicembre, quando ti chiedevo di nutrirti per sopravvivere alla malattia, allo scopo di non farmi soffrire per la tua perdita: tu che eri già in una fase terminale e provavi dolore nell’ingerire il cibo, hai voluto ugualmente accontentarmi con qualche boccone che altro non ha fatto che accrescere la tua sofferenza. Malgrado ciò con un sorriso di soddisfazione hai detto che eri contenta che mi preoccupassi della tua vita. Spero di riuscire a dimostrare in modo migliore nel futuro l’affetto che provo per chi mi è vicino, dopo questa lezione di vita in un momento così difficile. Infine ho appreso con piacere che negli ultimi tempi ti eri confrontata con un frate della struttura dell’Opera Pia, superando le tue critiche costanti verso una vita che ti aveva chiesto prove molto difficili. In questo senso spero che il sacramento dell’unzione degli infermi che hai ricevuto da quel frate nelle ultime ore di vita insieme all’aiuto del tuo adorato nipote Giacomo possano permetterti di arrivare ad una salvezza che lui aveva già raggiunto nel suo ultimo Natale, quando invitava genitori e amici a non preoccuparsi della sua malattia, evidentemente considerando la vita come una prova che per i migliori è particolarmente difficile. Spero di rivederti un giorno, perché la tua dipartita sia solo un arrivederci e non un addio.
Leopoldo
Genova, 15/12/2025 ore 08:41
Cara Vilma, oggi ti salutiamo con il cuore colmo di gratitudine, affetto e un filo di dolce malinconia. Fin dal nostro primo incontro mi colpirono il tuo portamento elegante, i tuoi modi signorili e quella somiglianza così evidente con Leopoldo: stessi occhi azzurrissimi. Ti ho sempre considerata una donna di rara intelligenza e preparazione, acuta e sopra ogni cosa indomita, che affrontava le difficoltà con il coraggio e la tenacia che ti hanno resa speciale. L’amore per i tuoi figli ha illuminato anche le nostre vite e continuerà a guidarci nel cammino della vita. So che è tardi per dirtelo e questo pensiero mi accompagna con un velo di rimpianto, ma confido che il mio affetto possa ancora raggiungerti. Grazie di tutto Vilma, ti vogliamo bene, ora e sempre.
Giovanna
Genova, 14/12/2025 ore 22:34
Cara Vilma, sei stata una madrina molto generosa. Con te non ci si annoiava mai: racconti spiritosi, discussioni su temi importanti, attività sportive. C'era sempre qualcosa di cui gioire insieme. Ti abbraccio
Francesca Astengo
Genova, 14/12/2025 ore 22:33
Grazie, Vilma, perché con generosità ti sei sempre presa cura di me, fino dai miei primi anni. Mi hai insegnato a giocare, ridere, scrivere, amare la lettura, il sole, il mare, l'amicizia, la gioia di stare insieme, la lotta.
Giannina Solimano
Trieste, 14/12/2025 ore 21:33
Cara Zia Vilma, hai reagito alle avversità della vita con forza,coraggio e dignità esemplari. Rimarrai nei nostri cuori ad indicarci la via. Un forte abbraccio a Poldo, Giorgio e tutti i suoi cari.
Nicolò Solimano
Genova, 14/12/2025 ore 21:12
Abbraccio i miei cuginetti Leopoldo e Giorgio per la perdita della loro "Wilma", frizzante zia
Alessandra Ghigliotti
Trieste, 14/12/2025 ore 16:46
Sono affettuosamente vicino a Leopoldo, Giorgio e famiglia nel triste ricordo della carissima sorella Vilma donna forte e generosa
Arnaldo Solimano
Milano , 14/12/2025 ore 09:36
Siamo vicini a Leopoldo a Giorgio e alla sua famiglia ricordando la zia Vilma, donna forte e coraggiosa. Il cugino Stefano con Carla e Francesca.
Stefano Solimano
Genova, 13/12/2025 ore 15:10
Abbiamo conosciuto Wilma attraverso i le vostre parole . Una donna da ammirare per le sue scelte . Vi siamo vicini in questo doloroso momento e vi inviamo le nostre più sentite condoglianze . Giuliana e Francesco
Giuliana Campregher
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